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Monday, 26 February 2007
Musica, Maestro

Vicino al mio vecchio (e odiato) luogo di lavoro, una volta fecero fermare il pullmino aziendale in uno spiazzo sulla strada, c'era uno che vendeva le fragole e più in là una roulotte abbandonata e la scritta Uvegtigris (tigre di vetro). Allora scendemmo tutti e facemmo foto ricordo. E' quella una reliquia del recente cult movie ungherese Uvegtigris, una specie di "The van" dell'irlandese Frears in salsa magiara, cioè una commedia allegra e amara su due disoccupati che si inventano un chioschetto di birra e langos (tipica pastella strafritta).

Nel mio vecchio (e odiato) luogo di lavoro c'era poi un intervallo di metà mattina di 15 minuti annunciato da una melodia semplice e figa che avevo già sentito ma nn ricordavo dove. Poi 2 mesi fa un collega mi ha dato un CD con programma carino e già che c'era spazio qualche mp3. Il collega magiaro di 50 anni coi baffi ci ha inserito Beethoven, Mozart, tanta classica, un'operetta e almeno 20brani di Ennio Morricone, il grande maestro autore di celeberrime colonne sonore, anche qui molto amato. E tra i brani riconosco quella melodia: che è il tema principale di "Mission". Per questo film Morricone ebbe la nomination all'Oscar ma non vinse. Ierinotte invece ha avuto un sacrosanto Oscar alla carriera, in una serata in cui han finalmente anche premiato uno dei più grandi registi viventi, l'italo americano (di Little Italy), il gran maestro Martin Scorsese.

L'Ungheria invece ha tifato ieri per Toth Geza, in gara per il miglior film di animazione con il suo "Maestro", un pinguino tenore in camerino, lui sa solo cantare mentre un un braccio meccanico lo lava, lo veste e lo trucca e lo butta fuori sul palco. Inquietante. Il punto di vista, la telecamera se ce ne fosse una, gli gira attorno ad ogni scoccar di secondo dell'orologio.

Invece ha vinto un film canadese e la gente che ha visto la diretta al Merlin, il teatro in lingua inglese di Budapest e centro culturale, era triste, qualcuno anche in lacrime. E pensare che "Maestro" è un fim in 3D, dicono, mente qull'altro che ha vinto, è un film di animazione normale.

Maestro non è un caso isolato, nell'80 vinse l'Oscar per il miglior film di animazione "a lègy" (tradotto: la mosca), che si puo' vedere su youtube qui, peccato che la mosca negli anni 80 è anche il titolo di qualcosa di ancor più famoso e inquietante, di un capolavoro del Maestro David Cronenberg..

che sfortuna questi magiari.



Posted by alessandro grimaldi at 16:23 CET
Updated: Monday, 26 February 2007 16:48 CET
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Thursday, 22 February 2007
Dimissioni dimissioni

Il giovane italiano all'estero del 2000, torna a casa dal lavoro, accende il laptop, apre repubblica.it per vedere che è successo in madrepatria, e contemporaneamente telefona alla famiglia con Skype. "Hai visto che Prodi si è dimesso?" mi fanno da Bari.. "Stavo appunto leggendo orora.." rispondo incerto. Ringrazio la politica del mio paese per essere sempre ricca di spunti e che mi fa passare delle allegre giornate tra interessanti cronache, dibattiti politici, politologi alla radio.rai.it e su rai.click.it perchè davvero di questi scenari futuri (Prodi, Prodibis, D'Alema si, D'Alema no, maggioranza allargata, convegenze, Marini,  Follini, Turigliatto, Trotskisti, senatori a vita, Pininfarina, autonomisti di Lombardo, e perchè no? legge elettorale) siam maestri. Quasi nessuno parla di guerra in Afganistan e politica estera che in fondo è quello che ha fatto cadere il governo, mi pare di aver capito.

 Le cose di casa nostra son cosi' complicate che index.hu, il miglior sito di news ungherese spende un lungo articolo solo per spiegare all'ungherese confuso quel che è successo e quel che succederà. L'unica cosa chiara è che Prodi si è dimesso,* quello che qui il buon Gyurcsany tra mille scandali polemiche e barricate nn farà mai. E' questo che sorprende il mio interlocutore ungherese, che mi vede attento a sentire un dibattito alla radio: possiible che per una sola votazione il vostro primo ministro, seppur di 75 anni,  si debba dimettere? Provo a rispondere che era un voto sul programma di politica estera del governo, se  non c'è una maggioranza lì è cosa grave, ma l'interlocutore è perplesso. L'Ungheria dall'89 ha avuto sempre governi giunti al termine della legislatura, tranne nel 2004.  Nel 2004 si scopri' che lu primo ministro era un ex collaboratore della polizia segreta dei comunisti  e allora al governo salì il ministro dello sport, multimiliardario ed ex capo dei giovani comunisti, il sig. Gyurcsany Ferenc.

- E secondo me questa notizia deve essere giunta anche alle orecchie di Berlusconi. me li immagino lui e Guzzanti al bar: "Ecco un bel motivo per delle dimessioni: Paolo, assolda qualcuno, e fammi sapere che Prodi è un ex spia dei comunisti. Che bella pensata. Fa' una cosa, dillo a quel Sgaramella, è il tipo che fa per noi, i soldi li trovi in qualche commissione inutile che ho creato.. -

Il principale quotidiano ungherese, Libertà del Popolo, socialista,  parla invece con circospezione, è politica, ed è caduto un governo amico, mette in risalto che  la coalizione di Prodi radunava ben 13 partiti (urca) e che sabato scorso qualcuno della maggioranza è sceso in strada contro l'allargamento di una base militare USA. E questa è musica per il CentroEst Europa, miei cari lettori: come ben sapete da un mesetto gli USA hanno annunciato nuove basi antimissilistiche  e radar in Rep. Ceca e Polonia. La Russia si è sentita minacciata e ha risposto con un dichiarato aumento delle spese militari e di missili a medio raggio. L'Ungheria no, l'Ungheria è un paese furbo e di gente ospitale, che cerca di essere amico di tutti, dove sono graditi ospiti sia Bush che Putin. E ospitare una base USA perchè si è un paese NATO, ma dichiararsi un po' contrari è protestare è molto italico, pardon magiaro.

 

* del resto dimissioni: lemondàs è la parola magiara che tutti abbiamo imparato a dire in questi mesi


Posted by alessandro grimaldi at 17:10 CET
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Thursday, 15 February 2007
Budapest - Pristina

Non avrei mai creduto di leggere con tanto interesse la cronaca della manifestazione di piazza di sabato scorso a Pristina (che dopo la guerra abbiamo imparato essere la principale città del Kosovo, e dove stanno ancora i nostri carabinieri a fare la guerra, pardon la pace). Si era all'indomani della proposta del mediatore finlandese che dopo tanto pensare ha presentato un  piano con un'indipendenza "de facto" per il Kosovo, cioà il Kosovo potrà avere un proprio governo, inno nazionale, potrà avere un suo seggio all'ONU, e all'UE perchè no, ma resterà in una sorta di sistema federale con la cara madre Serbia, una specie di Bosnia, ma un po' più spinta.

E' curioso,che anche ora che vivo oltrecortina gli slogan che leggo, Përpara, përpara, përpara", mi sembran cosi' esotici, e son catturato dai nomi delle strade, l'avenue Clinton, il viale Madre Teresa, il monumento a Skanderberg, il Garibaldi albanese che c'ha pure una targa a Bari al Piccinni, e sorrido che le bandiere nazionali per le strade son rossonere manco fossimo a Sansiro tra la Fossa, le Brigate e l'Inferno Rossonero.

E quello che leggo io l'ho già visto: gente per le strade, comizi improvvisati su un camioncino, avanti a tutti quelli del partito più radicale, vecchi col copricapo tipico e qualcuno piu' incazzato degli altri (perchè l'indipendenza vera vera ancora non c'è), scontri con la polizia, ognuno che accusa gli altri di aver cominciato, proiettili di gomma ad altezza d'uomo, giornalisti che passano dietro alla polizia per star sicuri.

Solo il finale cambia, qui tutto finisce verso sera, ma solo perchè ci son scappati 2 morti, per codesti proiettili di gomma ad altezza d'uomo. E il giorno dopo fiaccolata silenziosa per le stesse strade degli scontri. Ma soprattutto è significativo alle mie orecchie il commento finale catturato tra la folla di Pristina, che è lo stesso medesimo che si respirava a Budapest subito dopo gli scontri: “Non avrei mai creduto che una cosa possibile potesse succedere. Non è giusto che la polizia reagisca così”

 Intanto qui l'inverno ancora nn arriva e forse allora nn arriverà più, oggi piove e vuol dire che fa caldo e che nn nevica. Il governo ungherese dice di aver sventato piani per assaltare il Parlamento ma ci credono in pochi. La piazza del Parlamento  è sempre isolata da poilizia e transenne di 2 metri. Ci si è dati un tacito appuntamento al 15 Marzo, festa nazionale, tradizionali grandi adunate, e tanta gente per le strade. Manca un mese.

Dio salvi il magiaro.


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Saturday, 17 February 2007 21:18 CET
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Wednesday, 7 February 2007
Fiocco Rosa

E' nata stasera alle 22.00 a Milano la piccola Ailin Tanake, da una coppia di amici che si sono conosciuti qui a Budapest, dove il destino li aveva portati 2 anni fa. Questo mondo è tuo, Ailin.


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
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Tuesday, 6 February 2007
Emigranti

Sono un italiano all'estero, quando mi chiedono per quanto tempo resterai qui rispondo sempre: nn lo so (la piú facile risposta), fin quando faccio cose positive, ma comunque voglio matenenere legami, anche lavorativi, con l'Italia. Per tutti gli italiani all'estero che forse leggono questo blog, vorrei inoltrare questa pagina di eurocultura.it:

 "Da qualche tempo constatiamo che la nostra consulenza viene richiesta sempre di più da persone che non vogliono fare semplicemente un'esperienza a tempo limitato all'estero. No, vogliono lasciare l'Italia per sempre. Vedono il proprio futuro lontano dalla patria, lasciandosi alle spalle situazioni del tipo: "sono stufo di essere preso in giro", "non sopporto più questi stipendi da fame e questa precarietà".
Raramente qualcuno si fa avanti con idee positive da realizzare fuori dall'Italia. La cosa più importante sembra la spinta a scappare via da una situazione insoddisfacente. L'emigrazione viene spesso vista come il gesto magico col quale si raggiunge tutto quello che a casa non c'è: stipendi buoni, stima del proprio lavoro, ambiente pulito, traffico ordinato.

Muoversi, però, spinti da motivazioni "negative" è rischioso. La delusione è dietro l'angolo.

Appena mettiamo il naso fuori dai 15 paesi dell'Unioni Europea, incontriamo i vari "Bossi-Fini" stranieri. Ogni paese ha le sue misure di "autodifesa" per ostacolare l'arrivo degli stranieri. Il numero chiuso c'è dappertutto, anche nei nuovi 10 paesi dell'Unione, che per qualche anno ancora richiederanno un contratto di lavoro già firmato prima di alzare la sbarra di confine, come tra altro facciamo anche noi con loro. (hey amici di eurocultura, questo é superato, per tutti i nuovi membri UE, dal decreto Amato di fine luglio 2006, nn leggete il mio blog)

I quattro paesi del "dream team", cioè Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, attuano una rigida selezione basata su qualifica, esperienza lavorativa, età, lingua ed altro.
Sono veramente pochi i fortunati in grado di dimostrare di possedere tutti questi requisiti e possono, perciò, costruirsi una nuova vita oltreoceano.

Mete spesso richieste sono anche l'America Latina e i Caraibi, i quali, però, non hanno bisogno di lavoratori stranieri se non portano soldi da investire. È vero che in questi paesi ci sono parecchi italiani ma spesso con un visto turistico e di conseguenza illegale se lavorano. Rischiano di perdere lavoro, casa, famiglia e futuro se qualcosa va storto. 

Ma l'inserimento nella vita sociale locale rimane sempre difficile per chi è straniero, in caso di crisi sono i primi a perdere il lavoro, la banca è restia a dare un credito o un mutuo. Addirittura l'assicurazione della macchina può costare di più perché il proprietario è straniero.

Tutte cose superabili, come hanno dimostrato in passato migliaia di italiani. Ma, senza avere una forte motivazione positiva per emigrare, si rischia di naufragare negli infiniti meandri sulla strada dell'integrazione e di tornare a casa disillusi, incassando una sconfitta bruciante.

Emigrare significa oggi avere un progetto chiaro da realizzare. Può essere la vita in mezzo alla natura, può essere l'utilizzo delle proprie capacità, può essere la costruzione di qualcosa che a casa è impossibile, può essere l'affinità culturale.
Solo così, guardandosi allo specchio, si trova conferma dell'idea di una vita nuova: "Faccio bene ad andarmene".


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Monday, 12 February 2007 11:57 CET
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Saturday, 3 February 2007
L'Ungheria in piazza - venerd? 2.2 sera

Ripartenze 

Come ai vecchi tempi, oh che bello, si prende il filobusz che va verso Kossuth tér verso le 20.00 ( allora che c'è il pienone in piazza) e il filobusz ci lascia al capolinea provvisorio di Honved utca, alle spalle della piazza, perchè non può proseguire..

Allora si gira e si vede in piazza tanta gente imbandierata, (non tantissimi, un migliaio circa, ma cosi' tanti nn se ne vedevano dal23 Ottobre) e tutta diversa e di tutte le età, uomini coi baffi e il figlioletto sulle spalle, teste rasate, bandiere dell'estrema destra, facce pulite e belle ragazze..

Si, va bene, la piazza è stata transennata di nuovo e dietro le transenne ci saranno un centinaio di poliziotti col loro casco scuro, dei bei bomber invernali e maschera antigas, e dietro di loro ancora un alto centinaio, e altri ancora; ma di fronte han rifatto un palco improvvisato con in vista una bandiera magiara e il numero 139 (i giorni dall'inizio dell'occupazione della piazza), e a Nador utca, la via laterale, fa troppo freddo per i tavolini all'aperto dell'Irish pub, ma il pub accanto, (dove domenica scorsa ho visto con 4 gatti l'Ungheria eliminata dai mondiali di pallamano con un gol all'ultimo secondo della Russia) è stasera stracolmo di gente che beve birra e guarda Hir TV, il canale all news che segue in diretta non stop l'evento, come ha seguito le manifestazioni dell'autunno scorso, prima che una bella legge le impedisse di trasmettere immagini in diretta per turbare l'ordine pubblico.

Tutto è tranquillo per adesso, la manifestazione è pacifica, ma a girarci in mezzo la sensazione è strana, si sa già quel che è successo e quel che puo' succedere.

Siam grandi ormai. Tutti noi al di qua e al di là della barricata. Eppure ci guardiamo negli occhi.

 Ringraziamo Orban Viktor per aver ridato il via ai giochi.

 

Dio benedica il magiaro 


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Saturday, 3 February 2007 00:27 CET
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E' solo un gioco

Volevo fare una breve cronaca di quello che è successo qua che ci si diverte, raccontare della polizia che gioca con i manifestanti, li fa andare indietro di 3 isolati, poi loro ritornano, poi blinda un angolo, e qualcuno si affaccia all'altro, poi arresta uno dei capi dei manifestanti.. Insomma piccoli giochi anche perchè è Febbraio e inizia a far freddo. Si legge nei lanci d'agenzia: la polizia ha confinato i manifestanti all'angolo tra Alkotmany utca e Kocma utca perchè lì c'è ombra ed è molto più freddo. Qualcuno  di quelli aveva un cartello: "Viktor (Orban) dove sei?".

Da parte mia, ea mia intenzione invitare tutti i giocatori al Beckett's, il pub irlandese a un tiro di schioppo dal Parlamento, perchè lì si può vedere su France2 il 6 Nazioni di rugby che è iniziato oggi. Lì il gioco è sul serio divertente e si gioca fisicamente e con agonismo, ma lealmente, che lo spirito del rugby è questo. E ci si diverte.

Ma al Beckett's quando mi raggiunge Angelo mi dice: ma com nn sai niente? e allora mi racconta che anche in Italia ci si diverte, dentro e fuori dagli stadi e anche li' si gioca a guardie e ladri e al gatto col topo e i campionati sono fermi, rinviati a data da destinarsi.

Visto da qua sembran fatti molto simili: calcio o politica basta che ci si diverta e credo che in entrambi i paesi bisognerebbe chiedersi, usando le parole de ministro degli interni Amato:"cos'è successo per incubare così tanta violenza, tanta rabbia e tanta irresponsabilità? E cosa dobbiamo fare, subito, non solo per riportare l'ordine, ma per cancellare questo odio omicida dalle strade, dagli stadi, dalla vita dei nostri ragazzi?"

Nn so che aria c'era a Catania  venerdi' sera, io pero' vi racconto lo spirito del Beckett's. Accanto a me dalle 14.30 Ian, irlandese, a Budapest con un po' di amici per il suo compleanno. l'Irlanda gioca domani, ma lui è qui a godersi 5 ore di buon rugby di Italia-Francia e Inghilterra-Scozia. Arriva un tipo per la partita dell'Inghilterra, si avvicina ci guarda che vediamo anche noi lo schermo, nn ci chiede per chi tifamo o da quale nazione veniamo, invece fa istintivamente: siete tifosi di rugby?. Si lo siamo. Jimmy è inglese, anzi no, è un tifoso di rugby.


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Wednesday, 7 February 2007 22:38 CET
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Friday, 2 February 2007
L'Ungheria in piazza - venerdi 2.2

L'Ungheria in piazza. puntate della serie 2007 

RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE:

Il 23 Ottobre, cinquantenario dei fatti d'Ungheria, la polizia all'alba sgombra con un blitz Kossuth tér, la piazza del Parlamento, occupata da qualche migliaio di dimostranti dalla fine di settembre, dopo la diffusione di un nastro in cui il primo ministro ammette di ave mentito agli elettori, pur di conservare il potere. Nel pomeriggio e fino a tarda notte, violenti scontri per le strade di Budapest, con oltre 100 feriti. Da allora la piazza del parlamento è tutta transennata da una duplice rete metallica e protetta da una ronda di celerini. 

LA PUNTATA DI OGGI: 

I miei business educativi mi portano stamattina verso le 11 a via della Costituzione, che ovviamente è vicino al Parlamento. Sceso dal filobus però c'è qualcosa di strano, tutti guardan verso il Parlamento, mi giro anch'io e sul mio volto si dipinge lo stupore, come per magia la barriera ora è fatta da poliziotti nelle loro belle tute blu e a farci caso le transenne sono state smontate e accastatate qua e là all'interno della piazza.  Ogni 3 poliziotti ci è una poliziotta. E' una bella giornata di sole appena appena freddina e pssono scegliere tra il copricato estivo, una bustina blu, o quello invernale, un elegante colbacco scuro. La gente guarda dubbiosa. Chssà che è succesos..

Apprendo a casa che è successo che Orban, il capo dell'opposizione è platealmente andato a Kossuth tér con altri deputati di Fidesz, il suo partito, ha smontato di peso le transenne e ci si è seduto sopra.. 

  Beato lui che lo poteva fare, (quale celerino poteva mai menarlo col manganello, mentre era intento a staccar transenne con i suoi amichetti..) ma se leggeva il blog, che poteva metterci un commento qua e là e contattarmi che vedere il Parlamento tutto transennato come un carcere mi metteva sempre un po' di tristezza quando ci passavo...

Spero solo che il mio amico Viktor (no, nn  il mio grande amico Beke Viktor, quello del pubbaccio, ma lui Orban Viktor, mi riferivo a lui..) sappia che gioco stia giocando, che queste si chiamano provocazioni belle e buone e provocherrano belle e buone reazioni di quel brav'uomo del primo ministro e dell'Ungheria in piazza, già da oggipomeriggio..

Dio benedica il magiaro 


Posted by alessandro grimaldi at 23:22 CET
Updated: Saturday, 3 February 2007 00:21 CET
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Saturday, 27 January 2007
32.

Al magiaro medio depresso* (per chi lo preferisce, malinconico) e e agli stranieri che nn riescono a spiegarsi l'ondata improvvisa di violenze che ha scosso Budapest qualche mese fa:

  "32. Ma ci sono devastazioni anche peggiori di quelle prodotte dalla malaria e dall'ameba, dalla febbre e dalle infezioni: quelle originate dalla malattia della solitudine, dalla depressione tropicale. Per difendersene occorrono una resistenza d'acciaio e molta forza di volontà. Ma anche così non è facile.

E' difficile descrivere la depressone. Raccontare lo sfinimento totale dopo una giornata trascorsa a non far niente. Poi la notte insonne, la spossatezza mattutitna..

Debolezze e aggressività, repulsioni e manie sono il frutto della depressione tropicale, cui pure va attribuito il fenomeno degli sbalzi emotivi. Due amici siedono da qualche ora in un bar a bere birra. Oltre i vetri si vedono le onde dell'atlantico, le palme, le ragazze sulla spiaggia. Ma loro non ci badano, hanno gli occhi spenti, le anime dolenti, i corpi sfiniti. Tacciono per tutta la sera, indifferenti l'uno all'atro. Improvvisamente uno dei due due afferra il boccale e lo sbatte sulla testa del compagno. (..) Che è stato? In realtà nulla o forse questo: la depressione ci tormenta di continuo, ma la forza necessaria per liberarcene nn nasce da un momento all'altro, ci vuole tempo per accumulare una quantità suffiicente a reagire; nell'attesa beviamo birra. (..) Proprio quando potremmo tranquilamente e dignitosamente superare la depressione, dentro di noi si crea un eccesso di forza venuto chissà da dove, un eccesso che ci squassa e ci fa salire un'ondata di sangue al cervello. Per liberarcene dobbiamo dare una botta in testa al nostro amico."  Ryszard Kapuscinski

 (da " La prima guerra del football e altre guerre di poveri") 

 

* leggete di magiari e depressione nelle pagine precendeti, o lettori 


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Monday, 26 February 2007 17:31 CET
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Friday, 26 January 2007
31.

Non c'è scampo: se si vuole penetrare negli angoli più oscuri, traditori e intatti di questa terra bisogna essere pronti a pagare con la salute e con la vita.

Qualcuno risolve con un'esistenza paradossale 

 

a un'amica, tra poche ore ad Asmara: copriti bene e attenta al mal d'Africa e a tutti gli italiani che da due anni in Ungheria ancora nn parlano bene l'ungherese:

"31. Mi trovo in Africa, inchiodato a letto da 2 mesi, alle prese con la malattia. Che sia un'infezione tropicale, un avvelenamento del sangue o qualche misteriosa tossina, fatto sta che sono tutto gonfio e ho il corpo ricoperto di eruzioni, pustole e ascessi. Non ce la faccio più a resistere al dolore e chiedo a Varsavia l'autorizzazione a rientrare. In Africa mi sono ammalato spesso perchè i Tropici producono tutto in eccesso, a dismisura, e questa legge di moltiplicazione forsennata e di atipica abbondanza si estende anche a microbi e batteri. Non c'è scampo: se si vuole penetrare negli angoli più oscuri, traditori e intatti di questa terra bisogna essere pronti a pagare con la salute e con la vita. Le passioni pericolose sono sempre un Moloch pronto a inghiottirci. Qualcuno risolve la situazione con un'esistenza paradossale, vale a dire che appena arrivato in Africa si rintana in un buon albergo, non esce mai dai quartieri bianchi e, sebbene da un punto di vista geografico si trovi in Africa, in realtà continua a vivere in un surrogato di Europa in formato ridotto. Si tratta di un espediente indegno di un vero viaggiatore e inaccettabile per un corrispondente che deve verificare tutto sulla propria pelle". Ryszard Kapuscinski

(da "la prima guerra del football e altre guerre di poveri") 


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Saturday, 3 February 2007 00:30 CET
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Thursday, 25 January 2007
perche nasce un blog

Dialogo alle 9.30 di mattina:

Alessandro:  Hai saputo di Kapuscinski?

Peter: Si, qui in Ungheria nn ne han  parlato, ma ’ho letto sul tuo blog.

 

E’ questo che dà un senso al mio blog.


Posted by alessandro grimaldi at 22:58 CET
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Wednesday, 24 January 2007
Ryszard Kapuscinski. Conoscere e' viaggiare e scrivere

E’ morto ieri a Varsavia Ryszard Kapuszinski.

Mi dice qualcuno dei miei affezionati lettori: lo citi spesso nel blog, ma nn lo conoscevo. Ho letto i vari coccodrilli da Repubblica al New York Times, ma mi sembra di leggere dapperttutto la stessa pagina dell'Ansa scopiazzata.

Allora l’autore del blog, il Kapuscinski che era in lui, si sente in dovere di dire:

<<E’ morto ieri a Varsavia Ryszard Kapuscinski, grande reporter e scrittore polacco.

E’ morto all’età di 75 anni, di cancro, molto longevo per il suo mestiere, un mestiere quello di inviato estero dove i più morivan prima, per i rischi o per le privazioni, le ristrettezze di un inviato di guerra.

Grande inviato di guerra, ha coperto più di 30 rivoluzioni e colpi di stato dalla rivoluzione Komeinista, alla destituzione del negus d’Etiopia, alla morte di Lumumba, ad Amin, alla Bolivia, all’Honduras, al crollo dell’URSS, ai signori della guerra africani del West ed East Africa.

Visse per più di 20 anni in Africa, come unico inviato della PAP, l’agenzia di stampa polacca, e appena poteva ci tornava. L’Africa era il suo grande amore, un continente di poveri, emarginati, (come era stato lui, polacco nato a Pinsk, oggi in territorio bielorusso) di gente che possiede solo una pala e fa di lavoro lo spalatore, o una camicia e fa il guardiano, perché i guardiani a torso nudo in Africa non li vuole nessuno.

Questo era il suo modo di capire l’Africa e di raccontarla. Una terra in cui si sale sull’autobus e se chiedi quando parte, l’autista fa un sorriso, che domande, quando il bus si riempie, dove la distanza tra A e B nn si misura come in occidente: in Africa un posto da un altro nn dista 500 Km, ma 5 ore, nella stagione secca o 2-3 giorni, se piove.

Per capire questo doveva vivere con loro e come loro, in Siberia d’Inverno, nelle miserie di Donesk, tra le strade di Addis Abeba tra perquisitori improvvisati e etiopi sospettosi per natura, doveva andare vivere in un quartiere africano a Lagos, anche se sa che andrà a omrte certa, deve ammalarsi di malaria in Tanzania e farsi curare in un ambulatorio Africano, se no come farà mai a capire.

Al giornalismo arrivò, come tanti, per caso. Era il portiere delle giovanili del Legia Varsavia, voleva fare il calciatore, poi una sua poesia fu pubblicata sul giornale scolastico, qualcuno lo noto’ e gli propose di scrivere per un giornale. Prima si diplomò, il giorno dopo fu assunto. Si laureò in storia, aveva la fortuna di essere povero, in una polonia appena uscita dalla guerra dove ai figli dei ricchi l’Università era interdetta.

Come ogni grande reporter era un avido lettore. Economia, politica, storia, antropologia, filosofia, tutto; leggere era importantissimo, per capire i piccoli segnali che il mondo gli mandava, per spiegare in poche paginette il Sudafrica o il Ruanda, come sapeva fare solo lui. E come chi sapeva troppe cose fu un uomo solo e malinconico. Per dare unconsiglio ai giovani diceva: seguite l'arte, l'arte ha sempre avvertito in anticipo i cambiamenti.

Fu un grande scrittore. Uno dei pochi che sono riusciti a unire grande giornalismo e la grande letteratura. Non Chatwin, non altri. Da grande scrittore curava la forma; componeva poesie per allenare la sua prosa ala musicalità.

Odiava le scrivanie, anche se ne avesse avuta una in diamanti li sarebbe impazzito, in uno di questi aggeggi fatti per imbrigliare l’uomo, il suo spirito.

Ci ha lasciato un grande capolavoro “Ebano”.>>


Posted by alessandro grimaldi at 16:45 CET
Updated: Tuesday, 6 February 2007 00:49 CET
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E' morto Ryszard Kapuscinski 1932-2007

E' morto Kapuscinski.

Oggi é un giorno molto triste.


Posted by alessandro grimaldi at 10:24 CET
Updated: Wednesday, 24 January 2007 12:42 CET
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Saturday, 20 January 2007
Passata e' la tempesta? - gli ungheresi di nuovo in piazza

Mi chiedon dall'Italia notizie della tempesta che ha attraversato l'Europa, e in effetti mi ero predisposto a scriverne nel blog, ma poi che delusione, qui giusto il cielo si è rannuvolato, la temperatura si è un po' abbassata dai 15°C di metà Gennaio, e giovedì sera, al passaggio della tempesta, ho sentito sbattere la finestra della camera, che mi ero pure scordato di chiuderla..

 E' che, come tutti noi, qui noi abbiamo un cugino ricco che ci protegge, il nostro cugino austriaco, con le sue Alpi che ha notevolmente attutito la forza degli elementi.

Quello che invece non si placa è il vento di passioni che anima i buoni ungheresi: oggi circa 1000 persone, richiamate dal neocostitutito Forum per il Cambio di Regime, si son radunate a Vértanùk tèré* che scopro essere la piazzetta giusto accanto a Kossuth tèr, la piazza del parlamento, quella con il ponticello e la statua di Nagy Imre.

Di lì son partiti in corteo (con alla testa due enormi bandiere di Arpad, precisa index.hu) verso Szemlőhegy utcá che è una bella via del II distretto nel verde delle colline di Buda, dove vive il tanto amato primo ministro Gyurcsany. 

Quando apprendo notizia è già tardi e credo che anche i 2-300 che si sono fermati a manifestare sotto casa del primo ministrom ora son già a cena con la famiglia, ma vado a fare un salto a piazza del Parlamento per veder che aria tira. A piazza dei Testimoni di Sangue nun c’è nessuno, il Parlamento lì di fronte, è sempre bel transennato e la ronda gira sempre. Il piccolo presidio di 10 persone dei manifestanti, attorno ad una bandiera ungherese con un buco al centro, come nel 56, è attorniato da celerini che controllano i documenti…

Il “Forum per il cambio di Regime” è anche ben organizzato, visto che cortei di macchine e brevi blocchi delle strade statali si sono verificati un po’ in tutto il paese.

Del resto non c’era che da aspettarselo, il paese è sempre diviso, i partiti in lite e più lontani che mai dalla gente, la dura finanziaria del governo avrà pur fermato il debito pubblico e fatto apprezzare il fiorino, tornato a 250HUF per 1€, ma l’inflazione è al 10%e la gente inizia ad accusare il peso dei tagli alla spesa, dell’aumento di luce, acqua e gas, dell’innalzamento delle tasse, etc, etc..

Un consiglio per il primo ministro: si scelga un piccolo paesino in una località amena appena fuori Budapest (diciamo un’Arcore, una Gallipoli magiara) e ne faccia il suo feudo, così dormirà più tranquillo attorniato solo dai suoi scudieri.

 

*Vèrtanùk non l'ho cercato nel vocabolario, perché letteralmente fa “testimoni (tanùk) di sangue (vèr) e mi fa già impressione così.


Posted by alessandro grimaldi at 22:17 CET
Updated: Sunday, 21 January 2007 19:45 CET
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Saturday, 13 January 2007
La liberta' di stampa, la storia e le tette

"La saggezza è nei libri" diceva Tim Robbins in un bel film in cui imparava a memoria a Bibbia per recitarla al capocarceriere e poi li' dentro ci scavava un contenitore per una piccozza da roccia per evadere.

Qui la mia fonte di saggezza oltre alla Sacra Bibbia ora sono i libri che parlano del passato prossimo dell'Ungheria, gli anni 90, molto istruttivo per capire il presente, come dicono gli storici del XX secolo nei programmi televisivi di approfindimento.

Ricorderete certo a fine Settembre 2006 immagini con migliaia di dimostranti in piazza, l'assalto alla sede della Televisione, l'occupazione della stessa, polizia incazzata, auto in fiamme e teste spaccate

Eppure io leggo in un capitoletto di analisi sulla libertà di stampa e il passaggio dal controllo politico al pluralismo, che "il 15 Marzo 1989 (festa nazionale in Ungheria n.d.r.) i dimostranti  si diressero verso Piazza della Repubblica (dove c'è la sede della Magyar Televisziò) domandando una Televisione libera e tentando un'occupazione simbolica dell'edificio. Nella Televisione di stato c'eran già state significative aperture, ma che nn dovevan essere poi tali se per più di sette pre 80-100.000 dimostranti cinsero d'assedio la piazza..."

Incredibilmente sembra la cronaca di 17 anni dopo..  e allora ci son dei problemi anche oggi per gli organi di stampa. Ma forse ce ne eravamo accorti anche a Settembre, e se ne sono accorti anche i passeggeri della metropolitana, che con l’anno nuovo hanno avuto una sorpresa piacevole e divertente.

Dunque c’è da sapere che, credo retaggio dei bei tempi andati, in ogni stazione della metro tra pubblicità di telefonini e banche c’erano rimaste anche delle bacheche in cui venivano esposte le prime pagine dei due maggiori quotidiani nazionali ”Nepszabadsag” (socialisti) e Magyar Nemzet (destra) credo divisi per numero di stazioni e lottizzati col bilancino. Era comunque carino che mentre aspettavi alla banchina ti leggevi i titoli dei giornali.

Ma a Gennaio, al mio ritorno dall’Adriatico ho però trovato le bacheche vuote, tristemente vuote. Succede poi che mi accorgo da una settimana che ora espongono non più i quotidiani nazionali quelli seri, ma i tabloid: dei quotidiani popolari, scandalistici e cronaca spiccia, a 30 centesimi, una specie di Eva tremila e Cronaca vera, che qui come in Inghilterra son amati e vendutissimi. Ovviamente anche in questo settore ci sono due tabloid rivali: ” Blikk” e “Szines Lap”. 

Nn mi sono ancora informato un gran che, questo è un blog, il mio blog, ma si vede che qualcuno al comune di Budapest (guarda un po’ dello stesso colore del Governo) ha pensato di levare la politica dalle metropolitane che eccita troppo gli animi e mettere qualcosa di veramente popolare..

Chi è stato anche un weekend in Inghilterra sa poi che i Tabloid son famosi anche per un altro motivo: le grandi foto di giovani tettone sedicenni in terza pagina (e anche una foto piccolina in prima) ed è bello vedere i budapestini della metro (cioè tutti: manager, casalinghe, operai, studenti, italiani alll’estero) soffermarsi così per abitudine davanti a queste belle tette sode e questi titoloni di cronaca vera.

Anche oggi, che ho preso la metro blu per andare a Ujpest, le tette non eran niente male, ma in metro pensavo che forse il governo ha fatto male i suoi conti: oggi Blikk aveva una foto in bianco  nero di un un ungherese scarno e con i baffetti, con gli occhi coperti e il titolo:“Nasconde in casa il corpo della madre morta da 6 mesi per  continuare a prendere la pensione”. Oh lettori avvisate il governo: che le cose nn van per il meglio lo si capisce anche dai titoli di Blikk..

 E sentiti ringraziamenti per le tette.


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Thursday, 25 January 2007 23:17 CET
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Tuesday, 9 January 2007
si accendono e brillano gli alberi di Natale

Su uno degli ultimi tram presi nel 2006 (metaforicamente  e non) ricordo in una zona periferica un tale dall’aria malandata che sale  a bordo con un enorme abete avvolto da una reticella..

E anche oggi  camminando per le scure strade di Pest il passante attento nota qua e là piccoli alberelli stavolta in terra sul marciapiede, che quasi ci cadi sopra se nn ci stai attento e ci fai caso e ti sorprendi, in un paese in cui se butti un mozzicone di sigaretta per terra ti guardan male..

E anche in uno dei primi (e  pochi) film ungheresi recenti visti a cinema, (“Palmi bianchi” di Hajdu), in una scena retro’ ambientata agli inizi anni 80, il protagonista 12enne mentre va a lezione di ginnastica artistica, tutto imbacuccato, cammina tra i casermoni di Debrecen deve evitare tanti alberi di Natale buttati per strada ed uno che quasi gli piove in testa, buttato da una finestra. Che son pure i ricordi ricordi di infanzia finecomunista che mi raccontava uno pseudoamico ungherese mesi fa.

Ex compagni extraeuropei, io uomo del sud vi dico: convertitevi al presepe, dove si rimetton le statuine nello scatolone, le montagne di cartapesta, finiscono nel cestino e il laghetto del villaggio torna ad essere uno specchio da borsetta.


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Friday, 12 January 2007 14:11 CET
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Friday, 5 January 2007
Ungheria e Repubblica Ceca. paesi da G7

Un bell’editoriale del  Guardian del 1 Gennaio ci fa riflettere sulla tenuta dei governi dei paesi del G7, tutti accomunati da un’intrinseca debolezza politica. Bush ha perso le elezioni di mid-term e sempre più contestato per la guerra in Mesopotamia, in Canada c’è un governo di minoranza, Chirac leva le tende a Maggio magari pure per far posto a  una donna, Prodi governa “on that country's traditional knife-edge”, in Germania la GroBe koalicion è di per se politicamente debole, Blair è al capolinea…, Se questa  è la regola l’eccezione è il Giappone, l’unico governo forte ce non sembra temere nulla da questo 2007.

Nelle nostre democrazie moderne, anziché abbandonarmi a riflessioni sul progressivo distacco della gente dalla politica (cos’altro rappresenta un governo debole, elitario e non rappresentativo) mi sento di avanzare una proposta, in questo mondo ricco e moderno, non pensiamo a paesi ricchi, in sviluppo, forti e saldi di Cina, Russia, etc. ma facciamo entrare nel G7 l’Ungheria, col premier contestato e la gente in piazza a scamiarsi poesie con la polizia e la Repubblica Ceca, che da Giugno è senza un governo, col primo ministro designato che per due volte a settembre e dicembre non ha avuto la fiducia del Parlamento.


Posted by alessandro grimaldi at 18:33 CET
Updated: Friday, 12 January 2007 14:14 CET
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Wednesday, 3 January 2007
Nostalgia canaglia
Cari affezionati lettori del blog, prosegue la collaborazione col giornale on line www.peacereporter.net, per continuare a raccontare le tante cose che succedon dove vivo, e da dove vi scrivo, orsù visitate il link http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=6996

Minden jot,

Alessandro

Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
Updated: Friday, 12 January 2007 22:42 CET
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Tuesday, 2 January 2007
Buon anno e felice anno nuovo

Oggi è due gennaio, nuovo anno, nuovi propositi. Son già tornato a Budapest che qui l’Epifania non si festeggia e i dolci nella calza li ha portati già il buon Santa Nicola giusto un mese fa (6 Dicembre).

In compenso a Pentecoste si fa festa a scula.

Dunque son già in Ungheria ma da italiano penso il 2 Gennaio, per un italiano significa la morte di Fausto Coppi 47 anni fa, per un’infezione tropicale contratta in Africa  e non curata in tempo.

Il mio primo pensiero dell’anno da incorniciare in questo riquadro del blog parla della metro gialla che mi riporta a casa dopo esser partito ieri da Bari. Pur inbardato nei bagagli riesco con un balzo che dimostra meglio degli anni che mi sono aggiunti sul groppone da poco e riesco a entrare prima che le fatidiche porte si chiudano.

Davanti a me 6 ragazzi sui ventanni, 3 coppie,  sono vestiti in modo strano, con pettinature approssimative, parlano ad alta voce, hanno in mano una cartina della città già spiegazzata, e molto entusiasmo. Sono romeni.

Benvenuti nell’UE compagni extraeuropei.


Posted by alessandro grimaldi at 00:01 CET
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Tuesday, 19 December 2006
servizi segreti bulgari (e ungheresi via) nn sparate piu' al Papa ma dedicatevi al pippero

In Italia il nuovo film di James Bond sarà nei cinema solo il 5 Gennaio, che ha paura di Boldi, De Sica e Bonolis. Invece qui a Budapest è già nelle sale dai primi di Dicembre. Forse perché qui attira di più e perché negli allegri cortei di Ottobre per far cadere il governo, quando si voleva urlare qualcosa di cattivo verso quei simpaticoni della polizia si urlava AVH (aveha, che qui la h si aspira eccome) la polizia segreta dei tempi del comunismo, che evidentemente ha lasciato tanti bei ricordi.

Del resto quando parlo di politica, i miei informatori ci tengono a dirmi che i file dei servizi segreti comunisti son stati in gran parte distrutti, ma si dice che se ne conservi una copia a Mosca e chi sa i segreti è ora nell’odierno partito socialista e tiene in scacco tutti o quasi.

Io in genere dico di si con la testa, ma in cuor mio pensavo sempre che era l’antico odio nn ancora sopito a farli parlare così, e che queste cose son sempre segrete e se ne sa poco, come i misteri italiani chiusi nei cassetti dei nostri italici servizi e le nostre connivenze con la CIA da Moro ad Ustica ad AbuMazen.

Ma di recente mi son dovuto ricredere.

Difatti, visto che ormai altre 2 settimane e Romania  e Bulgaria entrano nell’Unione Europea (dal 1° Gennaio, n.d.r., e arriviamo a 27 paesi, numero da cui nn ci schioderemo per un bel pò credo, i giornali si occupano un po’ di più di queste lontane terre e ci regalano notiziole gustose.

Tra queste leggo che il governo bulgaro ha deciso di levare il segreto dagli archivi dei servizi del periodo comunista. E che giusto una settimana fa uno dei direttori dell’archivio si è giusto suicidato perché non sopportava lo stress e le pressioni, ma che è un suicidio strano, con tanti particolari poco chiari, segno che i servizi segreti bulgari sanno ancora il fatto loro.

 Leggo poi sull’Herald Tribune che l’iniziativa sarà comunque fatta con cautela e che nessuno si farà del male, i file degli agenti ancora in attività resteranno segreti, se qualcosa emergerà sarà solo per sapere la verità e non per punire. Il passato è passato, il presente è peccato, il papa polacco è bell’è morto, e Ali Agca, ha ancora una bella barba di cinque giorni nella sua cella.

Poi l’Herald Tribune, chiosa dicendo: “Bulgaria is one of the last former communist nations to tackle the historical records of its past. Other countries with former communist regimes, including Germany, the Czech Republic, Poland and Romania, already have taken measures to open communist-era secret files”.

Hey ma manca qualcuno; giusto il paese che mi ospita, l’Ungheria manca, anzi, a parte i paesi ex sovietici è l’unico Stato del patto di Varsavia ad avere tutto nascosto.

 

I miei informatori me li devo tener stretti..


Posted by alessandro grimaldi at 11:48 CET
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